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LA DINASTIA ANGIOINA IN SICILIA

Con la sua vittoria a Benevento nel 1266 sullo Svevo Manfredi, Carlo d'Angiò apre la fase del dominio angioino del Regno di
Sicilia.
L'isola è fedele a Manfredi ed i nobili locali speravano in Corradino, figlio dello svevo Corrado.
Scoppia una rivolta siciliana grazie all'incitamento del nobile locale Federico Lancia.
Corradino arriva a Verona con un esercito nel 1268.
Lo scontro tra la parte sveva e quella angioina avviene a Tagliacozzo nel 1268 e la parte sveva risulta vittoriosa.
Corradino ed il cugino Federico d'Austria fuggono ed a causa del tradimento di Giovanni Frangiapane furono consegnati ai
nemici e decapitati nel 1269.

La dinastia angioina si insedia nel Regno di Sicilia crudelmente: Carlo d'Angiò placa violentemente la rivolta siciliana
guidata da Corrado Capece e sobillata dai nobili siciliani fedeli agli Svevi.
Il Capece è impiccato, così come furono uccisi gli altri partecipanti alla rivolta.
Al Regno di Sicilia è data una nuova organizzazione in base al modello francese.
Le terre furono incamerate in buona parte dal demanio regio, la pressione fiscale è aumentata.

Nel 1273 Rodolfo I d'Asburgo e Re dei Romani è eletto Imperatore del Sacro Romano Impero.
Egli è maggiormente interessato alla politica tedesca che a quella italiana: si propose di allargare i propri domini tedeschi
in modo da aumentare il proprio potere nei confronti degli altri principi tedeschi e di allargare i propri domini asburgici
conquistando l'Austria ed aveva rinunciato ai diritti sulla Sicilia, sulla Romagna e sulle Marche.
Carlo I voleva infiltrarsi nel controllo italiano al posto del nuovo Imperatore espandersi verso l'Albania, la Grecia,
l'Impero Bizantino, Tunisi e Gerusalemme.
Carlo accetta l'impresa di Tunisi per assecondare il fratello Luigi IX il Santo, che vuole attuare una crociata contro tale paese musulmano in modo da avvicinarsi all'agognata Gerusalemme e per garantirsi il totale controllo del Canale di Sicilia.
Luigi IX parte nel luglio del 1270 e Carlo un paio di mesi dopo.
Quando Carlo arriva in Africa trova l'esercito francese decimato dal tifo, Luigi IX morto e la flotta più che dimezzata a
causa di violenti temporali estivi. Carlo attacca e ben presto Tunisi capitola.
Gerusalemme fu conquistata grazie ad un contratto: Carlo pagò un'ingente somma di denaro a Maria d'Antiochia per avere i suoi
territori, cioé parte della costa palestinese e la Contea di Tripoli.
Problemi ben più grossi stavano aspettando Carlo I d'Angiò.

Il lunedì dell'Angelo, cioé il 30 marzo del 1282, scoppia la Guerra del Vespro, pare a causa di un nobile francese che importuna una fanciulla siciliana.
Il fulcro è il sagrato della Chiesa del Santo Spirito a Palermo ma ben presto essa coinvolge tutta la città e dura per tutta la notte.
Dopo il massacro degli Angioini, Ruggiero di Mastrangelo è proclamato capitano del popolo, lo stemma angioino è eliminato ed
è innalzata l'aquila reale di Federico II.
Anche le altre città isolane risposero all'appello massacrando i francesi.
Carlo I era a Messina pronto per la sua spedizione a Costantinopoli quando fu avvertito dell'accaduto dal Vescovo di Monreale.
Inizialmente sottovaluta la rivolta, ma a causa delle prime perdite nella sua flotta inviata a Palermo decide di sospendere
la sua spedizione in Oriente.
La sorte di Carlo era incerta: anche Messina, guidata dal nuovo capitano Alaimo da Lentini, riusce a respingere gli attacchi
angioini e a distruggere alcune galère nemiche. Carlo si rivolse al Papa francese Martino IV.
Il Pontefice gli risponde scomunicando la delegazione palermitana che si era rivolta a lui ed i rapporti con la Sicilia si
rompono.
La Sicilia cerca sostegno nella dinastia Aragonese visto che un suo esponente, Pietro III, aveva sposato la figlia di
Manfredi e titolare del trono di Sicilia, cioé la giovane Costanza.
Tale dinastia godeva anche dell'appoggio dei seguaci degli Hohenstaufen che si erano rifugiati in Aragona a causa della forte
repressione di Carlo d'Angiò.
Tra tali sostenitori spiccava Giovanni da Procida, Cancelliere del Regno sotto il dominio di Manfredi ed accanito nemico di
Carlo a causa del quale era stato costretto ad allontanarsi dalla sua Sicilia.
Pietro III salpa per l'Algeria dove ben presto ricevette una delegazione del Parlamento Siciliano che gli offre la corona di
Ruggero II.
Alla fine dell'agosto del 1282 Pietro III e la moglie approdarono a Trapani.

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