FAMIGLIE NOBILI SICILIANE
Le famiglie nobiliari che si sono trasferite in Sicilia e quelle d'origine
propriamente siciliana contribuiscono notevolmente alla storia dell'isola ad
esempio grazie alle imprese militari e sociali dei propri rappresentanti ed
alla loro volontà d'edificare palazzi e monasteri.
I titoli nobiliari hanno sempre avuto la loro importanza ed il loro fascino
e spesso sono visti come il riconoscimento, l'attestazione di particolari virtù.
La famiglia La Grua è d'origine catalana ed arriva in Sicilia grazie
a Umbertino, vivente al tempo di Re Martino, barone del castello di Palagonia
e viceré nel Val di Mazzara.
Tale famiglia vanta innumerevoli personalità illustri del calibro di:
· Antonio, fratello del precedente e castellano di Caltagirone;
· Giovanni, anch'egli fratello di Umbertino e grande almirante del regno;
· Vincenzo, primo principe di Carini, deputato del regno e più
volte pretore di Palermo;
· Cesare, duca di Villareale e più volte pretore di Palermo;
· Vincenzo II, titolare del Marchesato di Regalmiti e governatore del
Monte di Pietà.
La famiglia Lanza è tra le più antiche e vanta una discendenza
germanica.
Tramite una fitta rete di matrimoni, essa si espande e prospera fino al XIX
secolo e vanta numerosi titoli nobiliari e statali del calibro di stratigoto,
viceré, capitano giustiziere, barone, principe, ministro segretario di
stato, ministro degli affari ecclesiastici.
Tra i numerosi possedimenti di tale famiglia si annoverano anche le terre baronali
di Trabia, Brolo e Mussomeli.
Tra i vari esponenti di tale famiglia si ricordano:
· Corrado Lancia, primo esponente di tale famiglia e vivente nell'undicesimo
secolo;
· Manfredi, vivente al tempo in cui la famiglia è legata all'imperatore
Federico di Hohenstaufen;
· Corrado lancia, vivente nel XIII secolo e che, insieme ad altri cavalieri,
accompagnò Pietro III d'Aragona nella disfida di Bordeaux;
· Galvano Lancia, vivente nel 1250 consigliere dell'imperatore svevo
Manfredi;
· Macalda Scaletta Lancia, vivente durante la dominazione angiona in
Sicilia e capace di riacquistare le sequestrate terre presenti a Ficarra; essa
consolidò la sua posizione col suo secondo matrimonio con Alaimo da Lentini,
uno dei fautori della guerra del vespro e con una posizione privilegiata alla
corte del re Pietro; i due persero tutte le loro fortune a causa con dei contrasti
con il sovrano: le loro terre furono confiscate dal fisco, Alaimo fu ucciso
e Macalda incarcerata.
La famiglia Landolina arriva in Sicilia ad opera di Rotlando, consanguineo
del normanno Ruggero che gli diede la carica di straticoto di Messina e la baronia
di Avola.
Tra gli esponenti illustri di tale famiglia si ricordano:
· Giorgio, figlio del precedente, brillante militare e straricoto di
Messina;
· Giovanni, titolare di innumerevoli possedimenti e, tra l'altro, barone
di Burgio, Saline e Cammaratini;
· Francesco, dai quali discendono i duchi di Verdura;
· Vincenzo, dai quali discendono i principi di Torrebruna;
· Antonino, marchese di Trezzano e dal quale discendono i marchesi di
S. Alfano ed i Baroni di Rigilifi.
La famiglia Lofaso o Faso è d'origine milanese ed arriva in Sicilia
ad opera di Antonio, governatore di Caltanissetta al tempo dell'imperatore Federico
II.
Tra gli altri suoi membri si possono citare:
· Ludovico, castellano di Termini;
· Antonino, abate di S. Anastasia e canonico della cattedrale di Catania;
· Leonardo, barone e successivamente primo duca di Serradifalco;
· Leonardo II, tra i governatori della Compagnia della Pace di Palermo;
· Domenico, ultimo duca di Serradifalco e principe di S. Pietro.
La famiglia Lorefice è d'origine napoletana ed arriva in Sicilia ad
opera dei fratelli Sigismondo e Berengario.
Ben presto la famiglia si trapianta in varie città siciliane come Palermo,
Modica, Sciacca e Trapani.
Tra i maggiori rappresentanti di questa famiglia si ricorda, ad esempio, Geronimo,
capitano d'arme a Modica.
La famiglia Lorenzo o Di Lorenzo è d'origine inglese ed arriva in Sicilia
al tempo del Re Ruggiero grazie a Silvestro.
Tra i suoi maggiori rappresentanti che rivestirono cariche importanti nell'isola
si hanno:
· Corrado, comandante della fortezza di Noto e gentiluomo di camera del
Re Alfonso;
· Francesco, un prode guerriero, capitano d'arme a Terranova ed a Marsala;
· Giovanni, canonico della cattedrale di Noto e cavaliere cappellano
gerosolmitano.
Le famiglie Luna e Perollo sono state sempre in contrasto.
La nobile famiglia Luna vanta sangue reale goto ed una parentela con la casa
reale di Navarra.
Essa arriva in Sicilia grazie ad Artale Di Luna, consanguineo del re Martino.
Egli si innamorò di Margherita Perlata, promessa a Giovanni Perollo,
e la prese in moglie.
L'altro pretendente se ne vendicò ed Artale morì da lì
a pochi anni avvelenato.
Tra gli innumerevoli Lanza si ricordano, ad esempio:
· Antonio Luna, conte di Caltabellotta, coinvolto nel " I Caso di
Sciacca" nel 1450; Piero Perollo di Castellammare del Golfo ed il conte
di Caltabellotta si azzuffarono durante la processione della settimana santa;
la vicenda si conclude amaramente quando il conte di Caltabellotta decide di
vendicarsi dell'affronto subito uccidendo numerosi esponenti della famiglia
nemica;
· Gian Vincenzo, conte di Sclafani, straricoto di Messina e viceré
nel 1516;
· Sigismondo, noto per aver contribuito al nascere del tumulto di Sciacca
nel 1529, triste evento meglio noto con l'espressione "II caso di Sciacca";
Sigismondo De Luna, conte di Caltabellotta, massacrò il suo nemico Giacomo
Perollo Di Pandolfina, signore di Sciacca, insieme ai suoi uomini; Sigismondo
si macchiò anche dell'oltraggio del cadavere del suo nemico e per la
crudeltà della sua azione non ottenne mai il perdono del sovrano Carlo
V;
· Pietro, titolare di numerose cariche come quella di conte di Caltabellotta,
straricoto di Messina e duca di Messina nel 1554;
· Giovanni, figlio del precedente ed ultimo rappresentante maschile della
famiglia; dopo di lui la famiglia si estingue.
La nobile famiglia Perollo è d'origine francese ed ha un primo contatto
con l'isola verso il 1100 grazie a Giliberto.
Tra i Perrollo più famosi si possono citare:
· Guglielmo, maestro giustiziere del regno dal 1144 al 1151 e straricoto
di Messina nel 1154;
· Matteo, signore di Ciminna;
· Matteo II, titolare della signoria e del castello di Sala, della baronia
di Calomonaci e del Ponte;
· Gaspare, barone del Cassaro e del Bonfiglio;
· Gianbattista, fondatore del collegio gesuitico di Sciacca;
· Domenico e Cosimo, cavalieri gerosolmitani.
La famiglia Maltese è una famiglia nobile di Castrogiovanni.
Tra i suoi maggiori rappresentanti si hanno:
· Remigio, castellano di Lentini;
· Paolino, titolare del casale Stafenda nel territorio di Spaccaforno;
· Adriano, castellano di Castrogiovanni.
Un ramo secondario di questa famiglia tramite dei matrimoni si imparentò
con la nobile famiglia Grimaldi.
La famiglia Marchese è d'origine lombarda.
Si suddivide in due rami:
· il primo arriva in Sicilia al tempo dei re normanni ad opera di Riccardo
- castellano di Taormina -;
· il secondo arriva a Napoli grazie a Raul, fratello del precedente.
Tra coloro che ebbero contatti con la Sicilia si ricordano:
· Saglimbene, signore della Scaletta alla fine del 1300;
· Giovanni, vescovo di Patti alla fine del 1400;
· Francesco, primo principe della Scaletta nel 1614.
La famiglia Marino o De Marinis è d'origine genovese ed arriva in Sicilia
al tempo dell'imperatore Federico II.
Essa si suddivide in due rami:
1) il primo ramo si trapianta a Palermo; tra i suoi maggiori rappresentanti
si hanno:
- Guglielmo, titolare della terra baronale di Gualtieri, presso Milazzo;
- Filippo, titolare del castello e del feudo di Gibellina, Musciano e Guastanella;
- Elisabetta, sposa di Domenico Grifeo principe di Partanna, città dove
essa trasferì i beni paterni;
2) il secondo ramo si trapianta a Messina; da citare, ad esempio, Filippo, titolare
dei feudi di Longarini e Burgillisi.
La famiglia Maurigi è d'origine germanica ed arriva in Sicilia al tempo
di Federico II.
Da alcuni atti deriva che lo stesso imperatore nomina Marco Aurelio Maurigi
suo vicario generale per il regno di Sicilia.
Tra i rappresentanti di tale famiglia che hanno contatti con la Sicilia si ricordano:
· Gian Federico, governatore di Marsala all'inizio del 1400;
· Simone II, giurato di Sciacca e capitano giustiziere; a causa della
sua ribellione all'imperatore Carlo V, subisce la confisca dei suoi beni e la
condanna alla prigionia perpetua;
· Simone III, il primo a trasferirsi a Palermo nel 1670;
· Giovanni, più volte senatore di Palermo, conte dell'impero e
marchese.
La famiglia Migliaccio o Migliazzo pare sia d'origine fiorentina.
Innumerevoli sono i suoi rappresentanti illustri, a partire da:
· Mariano, primo marchese di Montemaggiore, signore della sala di Partinico,
pretore di Palermo e straricoto di Messina;
· Mariano II, primo principe di Baucina, deputato del regno e pretore
di Palermo;
· Ignazio, capitano di Palermo e vicario generale di Catania;
· Giuseppe, arcivescovo di Messina;
· Lucia, appartenente al ramo dei duchi di Floridia, principessa di Partanna
e moglie del re Ferdinando IV;
· Ignazio, appartenente al ramo dei Malvagna e principe di Malvagna,
cavaliere del San Gennaro ed intendente di Palermo.
La famiglia Modica vanta rappresentanti illustri del calibro di:
· Paolo I, primo barone di Catalamiti;
· Paolo II, primo senatore di Messina;
· Scipione Litterio, governatore delle Compagnie dei Bianchi e della
Pace di Messina;
· fra Giovanni, cavaliere gerosolmitano e gran priore di Messina.
La famiglia Mollica è d'origine messinese e si trasferisce in altre
città siciliane come Alcamo e Trapani.
Comprende un vasto ventaglio di rappresentanti illustri del calibro di:
· Domenico I, militare regio;
· Domenico II, capitano di Castroreale ed ambasciatore;
· Gianbattista, capitano di Salemi;
· Pietro, colui che trasformò in baronia una delle sue saline
e dal quale discendono personalità illusttri del trapanese.
La famiglia Monaco o Del Monaco o Lomonaco è d'origine francese che
si trapianta inizialmente a Napoli e da lì in Sicilia, precisamente a
Messina, Palermo e Trapani.
Tra i suoi membri che ebbero contatti con la Sicilia si ricordano:
· Andrea, senatore di Palermo agli inizi del 1400;
· i fratelli Federico e Pietro che si stabilirono a Trapani.
La famiglia Montalto è originaria di Napoli ed ebbe svariati contatti
con la Sicilia grazie ad esempio a:
· Riccardo, il primo ad ottenere la baronia di Buccheri;
· Giordano, anch'egli barone di Buccheri;
· Giovannuzzo, valoroso cavaliere al tempo del re Federico III;
· Giovanni, straricoto di Messina.
Tale famiglia vanta altre personalità illustri del calibro di cavaliere
gerosolmitani, gran siniscalchi del regno e maestri razionali della zecca.
La famiglia Montaperto è d'origine francese ed arriva in Sicilia ad
opera di Giammateo, commilitone del re Ruggero.
Alcuni Montaperto famosi furono:
· Bartolomeo, militare impegnato nella difesa di Mazzara contro i francesi
e capitano giustiziere di Palermo;
· Nicolò, arcivescovo di Palermo;
· Giovanni, titolare dello stato di Raffadali;
· Pietro, deputato del regno e pretore di Palermo;
· Nicolò Giuseppe, primo principe di Raffadali, cavaliere di S.
Giacomo della spada e pretore di Palermo.
La famiglia Napoli discende da quella dei duchi di Martina Caracciolo.
Il primo ad arrivare in Sicilia fu Nicolò che, come ricompensa per i
suoi servigi a Federico II, ottenne il dominio perpetuo di Troina.
Tale famiglia vanta personalità illustri del calibro di deputati del
regno, vicari generali, cavalieri gerosolmitani e di valorosi militari.
Tra gli altri esponenti di tale famiglia si ricordano Girolamo II (cavaliere
dell'Alcantara e primo principe di Resuttano) e Federico (capitano giustiziere,
pretore, vicario generale di Catania).
La famiglia Naselli trae le sue origini da dei baroni lomgobardi ed arriva
in Sicilia grazie a Pericone, titolare di alcuni possedimenti isolani come dei
territori presso Butera.
Tra i maggiori esponenti di tale famiglia si ricordano:
· Pericone II, barone di Comiso;
· Gaspare II, primo conte di Comiso;
· Baldassare, conte di Comiso e barone di Casalnuovo, pretore di Palermo,
capitano giustiziere di Catania;
· Baldassare II, vicario generale di Girgenti e Licata, pretore di Palermo;
· Luigi III, marchese di Gibellina, conte di Comiso, titolare delle terre
di Castellamare del Golfo e delle baronie di Casalnuovo e Gela.
Tale ramo si estingue nella famiglia Burgio, duchi di Villafiorita.
Altri rami di tale famiglia sono i Marchesi di Flores che poi si collegano alla
casa Trigona, principi di S. Elia.
La famiglia Natoli, originaria della Provenza, arriva a Messina ad opera di
Giovanni.
Le personalità illustri di tale famiglia sono notevoli, a partire da:
· Giovan Forti, primo principe di Sperlinga;
· Giovanni II, primo deputato dells sanità messinese;
· Francesco II, regio consigliere della giunta di commercio messinese;
· Giovanni III, cavaliere gerosolmitano ed illustre letterato.
La famiglia si dirama nel ramo dei Marchesi Natoli di Palermo e quello dei Marchesi
di Camporotondo di Messina.
La famiglia Oneto è d'origine ligure e si trapianta in Sicilia grazie
ad Arnaldo, militare al tempo di Federico II e titolare di alcune terre presso
Catania.
La famiglia vanta personalità importanti del calibro di Raffaele i cui
discendenti furono i Marchesi di S. Nicolò, i Duchi di Sperlinga, i Principi
di S. Bartolomeo e i Principi di S. Lorenzo.
Tra le altre cariche rivestite dagli esponenti di tale famiglia si haoon quella
di governatore del monte di pietà, governatore dei bianchi di Palermo
e capitano giustiziere.
La famiglia Ortolano è d'origine pisana e si trapianta in Sicilia nel
XIII secolo, quando alcuni suoi esponenti ottengono numerosi feudi e terre.
Un ramo di tale famiglia è rappresentato dai Baroni di Bordonaro Soprano
presenti a Cefalù.
Si ricordano, inoltre:
· Emmanuele Ortolano dei baroni di Pasquale, vissuto a Palermo;
· Isabella Ortolano dei baroni Pasquale che lasciò i suoi beni
ad opere pie.
La famiglia Palici, Palizzi o Palizzolo è d'origine normanna.
I suoi esponenti rivestirono cariche illustri come quella di patrizio, capitano
giustiziere, membro delle compagnie dei Bianchi di Monte San Giuliano, della
Pace di Palermo, dei Bianchi di Catania, gerosolmitano.
Tra essi si ricordano:
· Lorenzo, vivente presso il Monte San Giuliano ed iniziatore del ramo
Palizzi che in un secondo momento fu chiamato Palizzolo;
· Vinciguerra, signore di Cammarata;
· Matteo, titolare di numerose terre ad esempio a Saponara e nei pressi
di Castrogiovanni;
· Antonio, canonico della cattedrale di Messina.
La famiglia Papè è d'origine fiamminga ed arriva in Sicilia,
e precisamente a Palermo, ad opera di Ariberto agli inizi del 1100.
Giantommaso ottenne il privilegio regio della conferma dello stemma gentilizio
con l'aggiunta dell'aquila reale.
La famiglia si suddivide in due rami distinti:
1) i duchi di Protoameneo; tra essi si distinsero:
- Cristoforo II, cavaliere di San Giacomo e commendatore di San Calogero;
- Luigi, marchese della Scaletta, duca e governatore dei Bianchi di Palermo;
- Giacinto, cavaliere del san Gennaro e pretore di Palermo;
2) i duchi di Giampilieri, tra i quali:
- Ugone, il primo ad ottenere tale titolo e governatore dei Bianchi di Palermo;
- Ugone II, vescovo di Mazzara.
La famiglia Paternò arriva in Sicilia ad opera di Roberto, militare
al seguito del Normanno Ruggiero ed impegnato nella lotta contro i saraceni.
Da tal Roberto discendono personalità illustri che ebbero contatti con
la Sicilia, a partire da:
· Arrigo, pretore di Palermo;
· Giovanni, vicario generale di Siracusa;
· Giovanni II, arcivescovo di Palermo e presidente del regno.
La famiglia si suddivide in vari rami:
· i principi di Biscari, baroni della terra degli Imbaccari Sottani e
Mirabella ed anche di altre terre come quelle di S. Filippo di Ragusa e di Ragona;
· i duchi di Carcaci e baroni di Bicocca;
· i marchesi di San Giuliano;
· i marchesi di Raddusa;
· i principi di Manganelli e duchi del Palazzo;
· i marchesi del Toscano.
La famiglia Patti è dichiaratamente d'origine messinese e deriva da
Anfusio, un cavaliere greco e possessore del castello di Sterope, colui che
combattè contro i saraceni e fu da essi ucciso.
Tra i maggiori rappresentanti di tale famiglia si ricordano:
· Ansaldo, che contribuì ad assiciurar al Conte Ruggero l'acquisizione
della Sicilia;
· Riccardo, straricoto di Messina;
· Luzio, uno dei capi della rivolta del vespro, titolare delle terre
di Naro e Girgenti;
· Ansaldo II, uno dei primi baroni che servì il re Ludovico II;
· Nicolò, figlio del precedente e titolare delle terre di Scaletta;
· Bartolomeo, più volte senatore di Messina.